NAMOR

Nome: Namor McKenzie

Alias: Sub-Mariner, il Primo Mutante

Specie: ibrido umano (Homo sapiens) atlantideo (Homo mermanus)

Poteri: forza fisica agilità e sensi sovrumani; grazie alle ali alle caviglie, è in grado di volare e nuotare ad altissime velocità. Essendo un ibrido umano-atlantideo, è in grado di respirare in egual modo sia sulla terra ferma che negli abissi, ma, se rimane troppo a lungo lontano dall’acqua, si disidrata e la sua forza e i suoi poteri diminuiscono fino a sparire. Conosce quasi tutte le lingue parlate sulla terra ed ha il dominio su tutte le creature marine, con le quali condivide un legame psichico. Il suo fisico è molto più resistente di quello di un normale essere umano, al punto da essere resistente anche a proiettili sparati a bruciapelo. La sua particolare genetica di ibrido umano/atlantideo gli consente di invecchiare molto lentamente: dimostra sostanzialmente gli stessi anni che aveva durante la seconda guerra mondiale.

Gadget:

  • Tridente di Nettuno: in grado di scatenare enormi terremoti
  • Corno di Proteus: reliquia di Atlantide, permette di evocare e controllare mostri e mutati marini

Team: Invasori, All-Winners Squad, Difensori, Oracle Inc., Deep Six, Avengers, Cabala, Dark X-Men, X-Men, Phoenix Five, Illuminati

Famiglia: Fen (madre),Leonard McKenzie (padre), Namorita (cugina), Namora (cugina), Dorma (ex moglie), Marrina (ex moglie), Kamar (figlio)

1 app.: Aprile 1939 – Motion Picture Funnies Weekly n.1

1 app.Italia: Marvel Special vol.2 n.5 – Namor, il primo mutante vol.2

Creatore: Bill Everett

Storia:

Nel 1915, Ernest Shackleton venne inviato da Winston Churchill, a cercare vibranio nell’Antartico, ma la sua nave, la “Endurance”, andò perduta. Successivamente, Leonard McKenzie, con il telepate Paul Destine come passeggero, tentò di recuperare il vibrando, ma la Principessa di Atlantide, Fen, fu inviata per indagare sulle esplosioni vicino alla superficie da suo padre, l’Imperatore Thakorr. McKenzie incontrò, si innamorò e mise incinta la Principessa Fen: i soldati di Atlantide però vennero a recuperarla ed attaccarono l’equipaggio di McKenzie, che venne dato per morto.

Al bambino venne dato il nome di Namor, che significa “Figlio Vendicatore” in lingua atlantidea; trascorse la sua infanzia con i suoi cugini Dorma, Namora e Byrrah e con il suo amico Meranno. Una fuoriuscita di petrolio nel 1936 attirò la sua l’attenzione, e fu così che conobbe ed iniziò una relazione con una giovane donna della superficie di nome Sandy. 

Namor venne poi inviato a New York dopo che dei sommozzatori Nazisti furono visti vicino ad Atlantide: si unì prima agli Invasori, e combattè nella Seconda Guerra Mondiale al fianco di Capitan America e dell’androide Torcia Umana, e successivamente alla All-Winners Squad per opporsi all’Asse. Namor a volte combatteva e poi faceva amicizia con le società democratiche di superficie; in seguito si scoprì che la spiegazione di ciò era una temporanea pazzia dovuta al troppo tempo trascorso lontano dal mare. Il suo amico atlantideo Meranno, divenne un agente dell’Asse noto come U-Man.

Negli anni ’50, Namor visse sotto le spoglie di un uomo di nome Randall Peterson, e contribuì a crescere sua figlia Nay prima di tornare ad Atlantide. Scomparve nel 1958 dopo che Paul Destine, il telepate che aveva viaggiato con suo padre, attaccò Atlantide con una serie di potenti terremoti, che causarono anche la morte della principessa Fen e di re Thakorr. Dopo che Destine trovò l ‘”Elmo del Potere”, la Corona del Serpente di Set, fece avere un’amnesia a Namor, che iniziò una vita sulla superificie da vagabondo.

Nonostante la sua amnesia, Namor riuscì a raggiungere la città natale del suo alter ego Randall Peterson: i suoi ricordi iniziarono a tornare lentamente, poi Charles Xavier trovò Namor e lo informò della sua natura di mutante. Namor quindi accettò di unirsi a Charles per andare a cercare altri della loro specie: viaggiarono per il paese finché trovarono il mutante Genus, ma i due discussero su come procedere, ed un poliziotto sparò ed uccise il mutante. Namor allora cercò di uccidere gli ufficiali per rappresaglia, ma Charles lo trattenne: il principe di Atlantide allora se ne andò, nuovamente colpito da amnesia.

Johnny Storm, la Torcia Umana dei Fantastici Quattro, lo trovò in un dormitorio e lo vide usare la sua super forza: dopo averlo gettato nel fiume, a Namor tornò la memoria. Cercò di tornare ad Atlantide, ma trovò un avamposto che era stato distrutto dai test nucleari alcuni anni addietro. Namor giurò vendetta al mondo di superficie e lo attaccò, scagliando il mostro marino Giganto: i Fantastici Quattro riuscirono a fermarlo, e, durante il combattimento, si innamorò di Sue “Donna Invisibile” Storm e le offrì di farne la sua sposa e regina. Namor ne rimase innamorato per anni e venne ricambiato solamente per un breve periodo.

Namor si unì anche ad Hulk in un attacco agli Avengers, ma furono sconfitti. Dopo la battaglia, Namor si imbatté nel corpo ancora congelato del suo compagno di guerra, Capitan America, che era adorato da una tribù Inuit. Infuriato, il Submariner lanciò il blocco di ghiaccio nell’oceano. Gli Avengers si imbatterono nel corpo in disgelo di Steve Rogers e resuscitarono il leggendario eroe.

Quando i membri originali della squadra degli Avengers si presero un congedo, proposero a Namor un posto nel team, ma lui rifiutò. Poco dopo venne avvicinato da Magneto, che gli chiese di unirsi alla sua prima Confraternita dei Mutanti Malvagi. Namor combatté contro gli X-Men al fianco di Magneto, ma si rifiutò di inchinarsi al Signore del Magnetismo e alla fine rifiutò l’offerta. Namor non amava il modo in cui Magneto maltrattava e minacciava Wanda “Scarlet Witch”, da cui si sentiva attratto.

Mentre Sebastian Shaw era alla ricerca di una nuova figura per il titolo di Re Bianco del Club Infernale, ospitò una festa a cui invitò gli uomini più influenti del mondo e cercò di decidere chi sarebbe stato più adatto per questa posizione. Rifiutando la candidatura di Tony “Iron Man” Stark, scelse Namor e lo invitò a unirsi al Club. Namor respinse con disprezzo la proposta, dicendo che se Sebastian avesse osato ancora una volta sprecare il suo tempo per una cosa così minore, lo avrebbe ucciso. Questo fece infuriare Shaw, così ordinò a Emma Frost di costringere Namor ad unirsi al Club Infernale, a qualunque costo. Pochi giorni dopo, Emma simulò un tentativo di suicidio saltando fuori bordo da uno yacht per attirare l’attenzione di Namor, che la salvò e trascorsero due settimane insieme ad Atlantide.

Shaw, tuttavia, stanco di aspettare notizie da Emma Frost, e pensando che Namor l’avesse uccisa o catturata, decise di inviare le sue Sentinelle. Queste li attaccarono e causarono danni ad Atlantide, e Namor la prese come una dichiarazione di guerra. Scoprendo da dove provenivano le Sentinelle, Namor, insieme ad Emma, si scontrò con Shaw, Donald Pierce e Selene. Selene cancellò dalla mente di Emma i ricordi del suo tradimento, rendendola di nuovo fedele al Club Infernale. Circondato da due telepati, Shaw spiegò a Namor che non si sarebbe mai avvicinato abbastanza da ucciderlo. Namor se ne andò, giurando vendetta.

Più tardi, Namor, volando vicino alla Terra Selvaggia, individuò Magneto che giaceva privo di sensi vicino ad un’eruzione vulcanica: lo prese e lo portò ad Atlantide per farlo riprendere. Namor quindi lasciò Atlantide per unirsi ai Fantastici Quattro in missione, e tornò per scoprire che Magneto aveva usurpato il suo trono. I Fantastici Quattro e Namor lo affrontarono e lo sconfissero.

Namor si scontrò con il mondo di superficie in diverse occasioni, oltre a combattere le minacce sottomarine, come il leader ribelle Attuma. Avrebbe dovuto sposare sua cugina Dorma, di cui si era innamorato, tuttavia, Llyra, una principessa malvagia di Lemuria, un’altra civiltà sottomarina, rapì e rimpiazzò Dorma al matrimonio, sperando di usurpare il regno di Namor. Namor non fu in grado di salvare Dorma e quasi impazzì per il dolore.

Sposò anche il membro degli Alpha Flight, Marrina, un’altra abitante del mare, ma la perse quando divenne malvagia e venne uccisa. Si unì poi ai suoi ex rivali Avengers e aiutò a fondare i Difensori. Fu anche un membro della squadra sottomarina Deep Six. Durante la sua militanza negli Avengers, la sua arroganza e la sua rivalità con Ercole furono un ostacolo al lavoro di squadra; solamente il suo rispetto per il suo vecchio compagno Capitan America contribuì ad evitare che questo diventasse un problema.

Sempre mentre era con gli Avengers, Namor aiutò a recuperare il bozzolo in cui la Forza Fenice aveva racchiuso Jean Grey sul fondo di Jamaica Bay, creduta morta anni prima. Combatté ancora contro Magneto quando quest’ultimo cercò di salvare i suoi studenti da Emma Frost e recuperò il suo Corno di Proteus, che era stato trovato dagli X-Terminators. Non molto tempo dopo, la società atlantidea, guidata da Attuma, dichiarò guerra in superficie, e Namor venne presumibilmente ucciso nella battaglia, nonostante la sconfitta degli atlantidei.

Tuttavia, Namor era sopravvissuto, emerso mesi dopo nel Pacifico meridionale. Venne trovato da Caleb e Carrie Alexander, che aiutarono Namor a guarire. Fu Caleb a rivelare a Namor la verità sulla sua chimica del sangue ed i suoi attacchi d’ira, e lo dotò di un monitor che lo avvertiva quando doveva cercare aria o acqua. Ciò permise a Namor di controllare il suo metabolismo per la prima volta nella sua vita. Determinato a continuare a preservare gli oceani e la sua gente, ma senza rivelare la sua esistenza, Namor cercò tesori sommersi per finanziare l’acquisto di una società internazionale che ribattezzò Oracle, Inc., utilizzando gli Alexander come acquirenti. Poco dopo, tuttavia, Namor fu costretto a rivelarsi quando una bomba fece esplodere una super-petroliera dell’Oracle, minacciando New York. Poi, Namor perse le ali alle caviglie quando combattè contro un essere mutageno. Si occupò allora del mondo dell’alta finanza, e ciò lo portò in conflitto con il Super Skrull, e poi alla dimensione di K’un-Lun, dove trovò l’eroe Iron Fist, che si presumeva morto da molti mesi.

Tornando sulla Terra ed indagando sull’apparente invasione da parte della razza vegetale senziente di K’un-Lun, chiamata H’ylthri, Namor fu costretto a combattere Wolverine, che era stato catturato dagli H’ylthri e dal loro socio Uomo Pianta. La feroce battaglia venne interrotta dallo stregone Maestro Khan, che distrusse il popolo delle piante. Khan cancellò poi la memoria di Namor e lo scaricò nel Midwest americano come punizione per aver interferito nei suoi piani per Iron Fist.

Namor scomparve per quasi un anno, facendosi chiamare Rex, finché sua cugina Namorita fu in grado di rintracciarlo usando un collegamento psichico; Namor però non la riconobbe e la scacciò. Non riacquistò la memoria fino a poco tempo dopo, quando lui e la Principessa Fen, sua madre, apparentemente risorta, furono catturati dal Dottor Destino. La nave di Destino venne magicamente imprigionata in una bottiglia dal Maestro Khan, che assunse la forma di Namor e vendette gran parte delle proprietà della Oracle, Inc.. Namor ruppe la bottiglia e l’incantesimo, e strappò via la testa di Khan.

Subito dopo, Namor venne chiamato ad Atlantide per affrontare gli attacchi degli antichi Senza Volto ai confini di Atlantide. Fen tentò di usurpare il trono, e venne allora rivelato che in realtà lei era la regina delle streghe Artys-Gran, che aveva rubato il corpo di Fen per liberare suo marito Suma-Ket, un re stregone pagano che era stato bandito dall’antenato di Namor migliaia di anni prima. Namor affrontò Ket ma fu ucciso, impalato con la sua stessa lancia: Padre Nettuno, la divinità adorata da Atlantide, sembrò resuscitare Namor per combattere Suma-Ket, la cui religione minacciava l’esistenza stessa del Dio.

Le ali alle caviglie di Namor furono ripristinate con la resurrezione e gli fu data la sacra armatura d’oro del suo antenato con cui combattere. Con l’aiuto del suo popolo, Namor sconfisse Suma-Ket e le sue forze, sebbene la vera Fen, intrappolata nel corpo di Artys-Gran, morì difendendo suo figlio da un attacco finale di Socus. Namor alla fine tornò sia al governo di Atlantide che all’Oracle, ma rimase generalmente fuori dal mondo di superficie. L’Oracle, Inc. stava anche finanziando il super gruppo Heroes for Hire, ed il team utilizzò una struttura Oracle come quartier generale.

Successivamente, Namor fu coinvolto in una disputa internazionale con il Wakanda e il suo Re T’Challa, Black Panther, e dovette affrontare di nuovo le rivolte di Attuma. Una maledizione mistica dello stregone Yandroth, legò Namor e gli altri tre membri dei Difensori, il Dottor Strange, Hulk e Silver Surfer, per essere trasportati in situazioni di pericolo in tutto il mondo, costringendoli a vivere una crisi mortale dopo l’altra. Namor ed i suoi compagni Difensori alla fine si liberarono da questa maledizione, ma non prima di aver tentato di conquistare il mondo come L’Ordine, immaginando che se avessero governato il mondo non ci sarebbero state altre crisi. Vari eroi unitisi cercarono di fermarli ed alla fine la maledizione venne sciolta.

Namor si alleò con la squadra Nuovi Invasori, portando tutta la potenza del suo esercito atlantideo ovunque fosse necessario. Si riunì brevemente anche a suo padre con l’aiuto di Stingray, ma Squalo Tigre e Llyra lo uccisero. Llyra prese le sembianze della Donna Invisibile per sedurre Namor durante il periodo in cui Mister Fantastic era creduto morto. In seguito diede alla luce Llyron, un figlio avuto con Leon McKenzie, nipote di Namor, e lo invecchiò grazie alla magia e alla tecnologia proibite. Llyron affrontò il suo prozio per il controllo di Atlantide, ma alla fine lui e sua madre furono sconfitti. Namor fu anche membro del gruppo politico clandestino Illuminati, assieme a Mister Fantastic, Iron Man, Dottor Strange, Charles Xavier e Freccia Nera, anche se sembrava essere molto ostile ed arrogante nelle sue opinioni e decisioni del gruppo. Si oppose violentemente alla decisione di inviare Hulk in esilio nello spazio, e alla fine lasciò gli Illuminati.

Sua cugina Namorita fu uccisa con il resto dei New Warriors nell’esplosione di Stamford causata dal supercriminale Nitro, che portò all’Atto di Registrazione dei Superumani. Gli Illuminati chiesero a Namor di considerare l’Atto, ma rifiutò nonostante la perdita della cugina. Per vendicarsi della morte di Namorita però, Namor attivò gli agenti dormienti della Guardia Reale Atlantidea per cercare Nitro, che venne invece trovato e catturato da Wolverine. Dopo che i suoi ambasciatori furono attaccati sul suolo americano, Atlantide Namor portò un esercito di atlantidei in aiuto al team di Capitan America nella battaglia culminante della Civil War tra gli eroi pro e anti-registrazione, ma tornarono in mare dopo che Capitan America si arrese.

Subito dopo, Namor scoprì di avere un figlio perduto da tempo, Kamar, che tentò di usurpare il trono di Atlantide forzando la guerra con gli Stati Uniti. Poiché la maggior parte dei suoi ex alleati si rifiutò di aiutarlo durante questa crisi, Namor fu costretto ad evacuare l’intera civiltà di Atlantide, ordinando alla sua gente di emigrare nel mondo di superficie per vivere all’interno di cellule dormienti, lasciando Nitro sovraccarico ad esplodere nella vuota città-stato, assassinando Kamar. Namor formò quindi un’alleanza con il supercriminale e monarca europeo Dottor Destino, con cui si unì alla Cabala, assieme ad Emma Frost, Norman Osborn, Loki e Hood.

Quando Emma Frost e Namor si incontrarono di nuovo, lei riacquisì finalmente i suoi ricordi sul loro primo incontro ed il tradimento di Sebastian Shaw, così offrì a Namor un accordo: lo avrebbe aiutato ad uccidere Shaw, e, in cambio, avrebbe protetto e difeso i mutanti come il suo stesso popolo. Namor acconsentì, così Emma chiamò telepaticamente Shaw alla villa del Club Infernale; quando arrivò, lo accecò ed immobilizzò in un’illusione, e, allo stesso tempo mostrò a Namor un’altra illusione in cui uccideva Shaw. Dopo aver convinto Namor che Shaw era morto ed aver ottenuto il suo sostegno per i mutanti, Emma portò Sebastian alle Graymalkin Industries e lo rinchiuse nel Brig, il loro carcere, per i suoi crimini contro i mutanti.

Quando una cellula dormiente di Atlantide lanciò un attacco terroristico sulla California, Osborn ordinò a Namor di denunciarli pubblicamente e di giustiziarli, lasciandone uno vivo a sfilare davanti ai media. Namor rifiutò ed abbandonò la Cabala. Insieme ad Emma Frost e Cloak e Dagger, tradirono Osborn ed i suoi Dark X-Men. Non molto tempo dopo il trasferimento degli X-Men ad Utopia, la base dell’isola iniziò ad affondare. Per risolvere definitivamente il problema, Magneto e Namor studiarono un piano per costruire un pilastro di supporto avente il doppio scopo di prevenire l’affondamento di Utopia ed ospitare gli Atlantidei ancora sparsi per il mondo. Namor accettò e Nuova Atlantide fu costruita proprio sotto Utopia: centinaia di Atlantidei vennero nella loro nuova casa e Namor in seguito combatté al fianco degli X-Men durante l’assalto di Bastion all’isola.

Dopo aver studiato l’amuleto atlantideo Loa, il Dottor Nemesis concluse che aveva cambiato in modo permanente la fisiologia di Alani a causa del modo in cui reagiva con il suo gene x. Degli spettri emersero dall’amuleto e trascinarono Namor all’Inferno: la recente fuga di Wolverine da questo luogo aveva assottigliato i confini tra le dimensioni, permettendo agli spiriti di usare l’amuleto come canale per rapire Namor.

All’inferno, Namor si trovò in un deserto, schernito da creature dalla testa di scheletro, i re morti dell’antica Atlantide, poi si imbatté nelle teste disincarnate di Atlantidei morti, tra cui il Generale Kadar. Namor trovò la strada verso un oceano, ma, dopo essersi tuffato, fu assalito da un gigantesco polpo. Dopo che Skadi rilasciò il Serpente ed evocò i sette martelli del Degno sulla Terra, uno di essi trasformò Attuma in Nerkkod, Distruttore di Oceani, che devastò il regno di Namor, costringendolo a rivolgersi al Dottor Strange. I Difensori vennero così riformati: oltre che da Namor e Strange, anche da Loa, She-Hulk e Lyra, figlia di Hulk. 

Namor divenne un membro dell’Extinction Team di Ciclope, con cui combattè Sinistro ed i suoi cloni, ed indagò sulla città di Tabula Rasa. Durante AvX, la guerra fra Avengers e X-Men, Namor combatté sia Luke Cage che La Cosa; quando poi alla fine individuarono Hope sulla Luna, lui, Ciclope, Emma Frost, Colosso e Magik si teletrasportarono sul satellite per trovarla. Vennero affrontati dagli Avengers, anche loro lì per trovare Hope. I due gruppi si scontrarono nuovamente, mentre Iron Man costruiva un’arma per combattere la Fenice che stava arrivando per Hope. Iron Man attaccò la forza cosmica, ma, invece di distruggerla, la divise in cinque parti che furono assorbite dagli X-Men.

I Cinque della Fenice, grazie al potenziamento dei loro poteri derivati dalla parte di forza cosmica assorbita, costruirono una nuova e grandiosa Utopia, una fortezza galleggiante, per il genere mutante. Iniziarono a lavorare per fornire energia, cibo e acqua a tutta la Terra. Gli Avengers, tuttavia, non si fidavano e, preparandosi per il giorno in cui i Cinque avrebbero perso il controllo e sarebbero diventati distruttivi, cercarono di recuperare Hope da Utopia. Namor, contro la volontà di Ciclope, cercò di uccidere gli Avengers: si diresse verso il Wakanda e sollevò un enorme tsunami d’acqua da un lago vicino, distruggendo quasi l’intero regno e uccidendo un numero incalcolabile di innocenti. Namor venne però ugualmente sconfitto e la sua parte della Forza Fenice si ridistribuì ai restanti Cinque.

Dopo un evento in Wakanda, Black Panther convocò di nuovo gli Illuminati, Namor compreso, per affrontare la minaccia di collisione di universi portati alla loro attenzione da Cigno Nero. Dopo aver affrontato due incursioni, la tensione si accumulò all’interno del gruppo con Wakanda e Atlantide sull’orlo di una guerra totale. Namor propose un trattato di pace con T’Challa nella convinzione che le incursioni fossero troppo importanti per essere distratte dalla guerra. Mentre Namor celebrava la pace con T’Challa, quest’ultimo gli rivelò la verità, e Namor partì subito ma solo per trovare Atlantide in rovina dopo un attacco wakandiano.

Qualche istante dopo aver scoperto le rovine della sua città, Namor fu avvicinato dall’esercito invasore di Proxima Midnight e da Thanos. Proxima era venuta per uccidere Namor, radere al suolo Atlantide e prendere la sua Gemma dell’Infinito, ma dopo aver visto le rovine di Atlantide, si rese conto che Namor non aveva una gemma in suo possesso. Namor promise la sua fedeltà e quella di Atlantide e le disse che la Gemma era in Wakanda, una bugia per ingannare Thanos e fargli distruggere il nemico.

La successiva incursione mise gli Illuminati contro la Grande Società di Terra-4290001, un gruppo di nobili eroi che erano stati in grado di impedire la distruzione della loro Terra senza spargimento di sangue. Mentre i due gruppi discutevano su cosa fare, Namor sferrò il primo colpo, dichiarando che una battaglia per la sopravvivenza era l’unico risultato possibile. Quando gli Illuminati vinsero la battaglia, misero una bomba antimateria nell’altra Terra: Namor la attivò, distruggendo l’altra Terra abitata. Seguendo questa linea d’azione, gli Illuminati affrontarono Namor per quello che aveva fatto; l’odio tra Namor e T’Challa si intensificò e, dopo avergli rivelato di essere stato lui a guidare l’Ordine Nero ad attaccare il Wakanda, lasciò il gruppo.

Namor liberò Thanos, Proxima, Corvus Glaive, Terrax, e Cigno Nero. Insieme riformarono la Cabala, disposta a distruggere altre Terre per salvare entrambi gli universi. Otto mesi dopo la Cabala ricevette la legittimità come protettrice del mondo dalle Nazioni Unite. Il mondo le permise di radere al suolo il Wakanda e rivendicare le rovine come nuova base operativa. Continuarono a proteggere gli universi distruggendo le Terre in collisione, ma nonostante questo, Namor si stancò. Era diventato rapidamente disgustato dalla Cabala, perché si divertivano a portare omicidi e caos nei mondi che avevano affrontato piuttosto che distruggerli rapidamente e senza dolore come avrebbe voluto. Namor si scontrò con loro, arrivando persino a tentare di assassinarli durante un’incursione, ma il suo piano fallì.

Cercò il suo vecchio alleato Dottor Destino e gli chiese di unirsi alla Cabala, credendo che insieme avrebbero potuto tenerla sotto controllo. Doom tuttavia rifiutò, giudicando Namor debole, e dicendogli che avrebbe dovuto venire prima da lui invece di ricreare la Cabala. Namor, ora disposto a denunciarsi per i suoi crimini per fermare la Cabala, escogitò un piano con gli Illuminati per distruggerli.

Una nuova incursione era all’orizzonte, quella in cui il mondo devastato dai Mapmakers: Namor avrebbe condotto lì la Cabala, attivato l’iniettore di antimateria a loro insaputa lasciandoli morire in quella Terra, impedendo loro di fuggire con l’uso di una piattaforma A.I.M. in grado di creare una barriera impenetrabile tra le due Terre in collisione. Tuttavia, mentre Namor si preparava ad attivare la piattaforma, Black Panther e Freccia Nera gli tennero un’imboscata e lo gettarono giù dalla piattaforma sulla Terra che sarebbe stata distrutta. Namor e la Cabala fuggirono all’ultimo istante in un altro mondo, l’Universo Ultimate, dove incontrarono il Creatore, la controparte di Reed Richards di questo universo.

Alla fine, gli unici due universi rimasti furono Terra-616 e Terra-1610 (Universo Ultimate). Durante l’inevitabile incursione finale, il Creatore ideò una nave che fungesse da zattera di salvataggio per garantire la sua sopravvivenza e quella della Cabala dopo la distruzione del Multiverso. La scialuppa alla fine trovò la sua strada per Battleworld, un pianeta composto dai resti degli universi, controllato dal Dottor Destino.

Otto anni dopo la formazione di Battleworld, la nave venne scoperta, ed i suoi passeggeri furono risvegliati dall’animazione sospesa: la presenza del Creatore e della Cabala attirò l’attenzione del Thor Corps, la forza di polizia di Battleworld, che rintracciò ed affrontò gli intrusi. Namor e Black Panther fecero e si diressero verso la nascosta Isola di Agamotto, un santuario costruito dal Dottor Strange che ospitava alcuni oggetti di potere per sfidare Destino, incluso un Guanto dell’Infinito. Dopo aver assalito la capitale, ed essere morto e resuscitato da Strange, grazie all’aiuto di Mr.Fantastic riuscirono a riportare gli universi al loro posto.

Dopo essere tornato nel suo universo, Namor venne preso di mira dallo Squadrone Supremo, un gruppo di eroi provenienti da diversi universi, le cui Terre erano state distrutte dalle Incursioni. Lo Squadrone Supremo distrusse Atlantide e uccise Namor, che venne però riportato in vita subito dopo dal Dottor Spectrum e Hyperion, e mandato indietro nel tempo con la macchina progettata da Reed Richards. Atlantide venne successivamente ricostruita dopo il ritorno di Namor, ed i suoi abitanti, dispersi per il mondo, tornarono nella loro città, con Namor di nuovo sul trono.

Poco tempo dopo Capitan America, trasformato da un cubo cosmico, creò un impero dell’Hydra negli Stati Uniti: Atlantide rimase neutrale, ma entrò in conflitto con il nuovo governo dopo essere entrata in possesso di un frammento del cubo, che l’Hydra desiderava disperatamente. Dopo che le forze americane distrussero un tempio di Atlantide, Namor decise di consegnare il frammento a Capitan America per risparmiare la città da ulteriori devastazioni.

Per proteggere Atlantide dai crescenti problemi del mondo di superficie, Namor governò come un tiranno, sopprimendo la libertà di pensiero e rinchiudendo chiunque non si adattasse. Imprigionò anche la “Torcia Umana” Hammond e Toro quando cercarono rifugio dall’Hydra. Ciò causò la formazione di una ribellione per resistere al suo dominio che tentarono di assassinarlo in diverse occasioni.

Namor catturò il capo della ribellione, sua cugina Namora, che chiese di essere giustiziata pubblicamente per il suo tradimento poiché lo preferiva alla prigione. Namor revocò temporaneamente il blocco di Atlantide in modo che la sua gente potesse assistere all’esecuzione di Namora: mentre stava per giustiziarla, qualcuno lanciò un tridente che gli trafisse il fianco destro. La folla che era venuta ad assistere all’esecuzione si ribellò chiedendo che la sua tirannia finisse.

Namor non cercò di reagire perché non voleva ferire la sua gente: venne inaspettatamente salvato dalla Torcia Umana e da Toro. Namora fece ritirare la folla e rivelò che tutto ciò che aveva fatto era stato organizzato in modo che Namor potesse rendersi conto che era diventato un dittatore: lui ammise di essersi sbagliato nell’imporre misure autoritarie ad Atlantide ed accettò di porvi fine.

Jean Grey, appena risorta, si recò da Namor in cerca di nazioni che riconoscessero la sua nazione mutante in un’assemblea delle Nazioni Unite. Delle rovine abbandonate vicino alla capitale di Atlantide divenne successivamente la base delle operazioni per la squadra di Jean, mentre lavoravano per sconfiggere i Sentiniti di Cassandra Nova. Sotto la diretta influenza di Nova, la Polonia approvò una legge per detenere tutti i mutanti: diretto da Jean, Namor arrivò su una delle spiagge della Polonia per salvare dozzine di mutanti e le loro famiglie, consegnando un ultimatum ad un generale polacco.

Ospitare gli X-Men portò Atlantide ad essere attaccata da Teen Abominio, sotto il controllo mentale: gli X-Men arrivarono per salvare gli Atlantidei e curare Abominio. Dopo che gli X-Men distrussero tutti i Sentiniti, Namor ed i suoi guerrieri, dotati sia di respiratori che di repliche dell’Elmo di Magneto, per combattere contro l’esercito controllato dalla mente di Cassandra sulle spiagge delle rovine di Genosha.

Una nave baleniera illegale della Roxxon venne attaccata da Namor e da un gruppo di guerrieri di Atlantide. Mentre Namor continuava a distruggere i loro sommergibili, i guerrieri furono sconfitti e uccisi dall’equipaggio della Roxxon. Namor successivamente catturò la nave con un calamaro gigante. Gli Avengers andarono ad Atlantide per consigliare Namor su cosa fare con i prigionieri della Roxxon: accettò di consegnare i suoi prigionieri a Capitan America. Nei giorni che seguirono, un gruppo di bambini Atlantidei senzatetto e affamati cercarono di fuggire emergendo dall’oceano, ma soffocarono nell’atmosfera mentre gli umani vicini non facevano nulla. Namor allora dichiarò guerra al mondo di superficie e fece giustiziare i prigionieri della Roxxon.

Il primo atto di guerra di Namor fu quello di sfrattare con la forza coloro che considerava trasgressori all’interno del suo dominio, a partire da Hydropolis. Mentre i suoi Difensori delle Profondità terrorizzavano gli scienziati di Hydropolis, gli Avengers tornarono per cercare di farlo ragionare. Namor vide che i suoi piranha giganti stavano per uccidere alcuni civili: gli Avengers intervennero, e, nel caos che ne seguì, Namor condannò i suoi piranha giganti, e successivamente si ritirò.

Il passo successivo di Namor fu quello di raccogliere ulteriori alleati per la sua guerra contro il mondo di superficie: inseguì la leggenda di una specie perduta da tempo di homo mermanus, i Vodani. Dopo averli scoperti, Namor gli propose un’alleanza ma le sue richieste respinte da Okun, Re dei Vodani, che non credeva nell’esistenza di un mondo di superficie. La figlia di Okun, Kataw, continuò a perorare la causa di Namor con suo padre che, per dimostrare il suo valore, gli chiese di sconfiggere un potente polpo, che vinse grazie all’aiuto della stessa Kataw.

Okun aveva inviato Namor in questa missione per sbarazzarsi di lui, e, dato che aveva sconfitto il polpo, decise di attaccarlo; Namor infuriato, afferrò Okun e lo portò sulla superficie dell’oceano per fargli vedere il mondo di superficie, ma scoprì che il percorso fatto per trovare i Vodani gli aveva fatto attraversare un portale per un mondo acquatico senza atmosfera. Namor, alla deriva nell’oceano, venne salvato da Silver Surfer: Vodan sarebbe stato distrutto dal Conduttore, ma grazie al sacrificio di Kataw riuscirono a salvare il loro mondo.

Tornato ad Atlantide, assieme al suo consigliere Thomas Machan, in realtà non visibile agli altri e con l’aspetto di un soldato che morì tra le braccia di Namor su una spiaggia durante la seconda guerra mondiale, cercò di riconquistare un’altra delle tribù perdute, la Sea Blades. Dopo essersi scontrato nuovamente con Capitan America, andò da Nay Peterson, che gli rivelò che Jim “Torcia Umana” Hammond aveva trovato una foto di Namor e Xavier. 

Sempre mentre era sotto l’influenza dell’entità Machen, assaltò una base sottomarina americana, e si scontrò ancora con Capitan America: poi cercò di mettersi in contatto con il suo compagno veterano di guerra Soldato d’Inverno. L’entità Machen spiegherebbe gli eventi che portarono gli Atlantidei, trasformati in umani, ad infiltrarsi nei governi mondiali: Bucky fu indignato da Namor perché i suoi metodi non erano diversi dai metodi usati dai pazzi genocidi contro i quali avevano combattuto nella seconda guerra mondiale. Machen spinse Namor ad uccidere Bucky, in modo che non mettesse a repentaglio il piano di conquista del mondo, ma gli si oppose.

Quando i suoi Difensori delle Profondità iniziarono a massacrare persone pur senza che Namor avesse dato ordini, scoprì che Machan ne dava alle sue spalle. Intervennero gli Invasori, e Namor prese in ostaggio il compagno di Jim Hammond, Toro: alla fine, l’entità Machen, era stata creata da Xavier per aiutarlo a far fronte al suo trauma, ora aveva preso una vita propria ora. 

Namor venne a conoscenza dell’ascesa della nuova patria mutante, Krakoa, e della sua notevole influenza sulla scena mondiale: tuttavia, rifiutò l’invito di Charles Xavier di unirsi alla nazione, pur avendo contatti abituali con i suoi compagni mutanti. Quando Magneto chiese di affittare un’isola di proprietà di Namor per conto di Emma Frost, Namor chiese in cambio di aiutarlo nella ricerca di una squadra di scienziati atlantidei che scomparvero intorno al Fossa di Molloy. In seguito partecipò al Hellfire Gala dove Charles Xavier e Magneto gli offrirono un posto nel Quiet Council di Krakoa, ma rifiutò.

Curiosità: La prima apparizione dell’epoca moderna di Namor fu su Fantastic Four n.4 (1962), pubblicato in Italia dall’Editoriale Corno nel 1971 in I Fantastici Quattro n.3. Spesso viene identificato come il Primo Mutante, pur essendo un ibrido umano-atlantideo; tuttavia questa definizione è alquanto discussa, sia per il suo status, sia perché esistono mutanti a lui precedenti, come per esempio Apocalisse, Wolverine, Mystica e Destiny. Ha una passione per la scultura, in particolare crea busti di Sue “Donna Invisibile” Storm dei Fantastici Quattro. Il suo grido di battaglia è Imperius Rex. Il suo nome, Namor, significa “Figlio Vendicatore”.