MAMMOMAX

Nome: Maximus Jensen

Alias: Mammomax

Poteri: sembianze elefantesche, super forza e acido segregato dallo stomaco.

Team: Confraternita dei Mutanti Malvagi, 198, Cavalieri Oscuri

1 app.: Settembre 2004, X-Men (vol.2) n.161

1 app.Italia: Gli Incredibili X-Men n.185

Creatori: Chuck Austen, Salvador Larroca

Storia:

Non si conosce molto del passato di Maximus Jensen, se non che, all’apparire della sua mutazione, che gli dette sembianze elefantesche, venne umiliato e rifiutato, portandolo a provare odio verso l’umanità, colpevole di non accettarne l’aspetto. Venne reclutato da Exodus in una nuova versione della Confraternita dei Mutanti Malvagi, e il suo battesimo del fuoco contro gli X-Men avvenne a Philadelphia; in questa occasione Mammomax venne facilmente neutralizzato dall’Uomo Ghiaccio. 

Fuggito dalla Confraternita dei Mutanti, attaccò l’Istituto Xavier, ma venne sconfitto da Fenomeno, subito prima che venissero risucchiati in un buco nero creato da Xorn. Si ritrovò quindi in una nuova Confraternita dei Mutanti, che, a causa del fallito tentativo di dare il via a una rivoluzione mutante, si sciolse. In seguito all’M-Day, Mammomax venne bruciato vivo davanti ai cancelli dell’Istituto Xavier dai membri della Lega Sapiens: salvato dagli X-Men, trovò rifugio nel campo profughi post M-Day assieme agli altri mutanti che avevano conservato i poteri, i cosiddetti 198. 

Durante il suo periodo nel campo profughi dei 198, fece amicizia con Erg, Febbre a 90 e Sack, con cui assistettero all’arrivo di Mister M. Durante un’uscita a Salem Center, Mammomax aggredì un ragazzo che lo aveva chiamato “Elephant Man”, ma un chip di tracciamento, impiantato nella sua testa dagli O*N*E, lo neutralizzò prima che potesse ferirlo. Mammomax si fece rimuovere il dispositivo da Mister M, cosa che venne eseguita anche da tutti gli altri membri dei 198. Quando Mister M decise di andarsene dall’Istituto, Mammomax decise di seguirlo ma, in seguito allo scontro con gli X-Men, che ne causarono la morte, decise di rimanere.

L’arrivo di Apocalisse all’Istituto Xavier, intenzionato a fare dei 198 i suoi seguaci, portò allo scontro con le guardie O*N*E, e Mammomax fu fra i testimoni della distruzione delle loro sentinelle. Durante Civil War, Mammomax e i 198 scatenarono una rivolta, alimentata dalla loro prigionia all’interno dell’Istituto Xavier impostagli dal Governo; vennero allora trasferiti in una struttura segreta O*N*E nel deserto del Nevada, da cui vennero poi liberati da X-Men e Avengers.

Quando Mammomax venne catturato da Facility, un’organizzazione nota per aver creato X-23: dopo esser stato sottoposto ai loro esperimenti, divenne una pedina sotto il loro comando. Facility creò anche Predator X, un mutato il cui scopo era la caccia ai mutanti: la prima vittima fu proprio Mammomax, che venne sacrificato per testare il nuovo killer di mutanti.

Presumibilmente resuscitato dai Cinque a Krakoa, si unì alla nuova nazione mutante. Si trovava al Green Lagoon quando Nightcrawler presentò una statua di Magneto. Mammomax, ora con le sembianze di un elefante africano umanoide a quattro zanne, si unì ai Cavalieri Oscuri di Magik per sconfiggere Harrower, che usava il corpo vegetale di Man-Thing per infettare e invadere le città del mondo. In seguito fu visto privo di sensi nei giardini di Krakoa, poi assistette, sempre al Green Lagoon, al primo bacio fra Psylocke e John Greycrow. A un certo punto, i Cavalieri Oscuri si sciolsero, ma si riunirono per un’ultima missione: catturare Nature Girl, diventata un eco terrorista.